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| Elio Corongiu |
sabato 11 giugno 2022
Ciao, maestro...
giovedì 14 aprile 2022
Crash comune... mezzo gaudio
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| La pagina S.A.D. su Facebook |
lunedì 21 marzo 2022
Frammenti di pensieri
martedì 8 marzo 2022
Un atto d'amore
martedì 1 marzo 2022
Come una stazione ferroviaria
(Foto: GLCPHOTO - Pixabay)
venerdì 18 febbraio 2022
Venduta la copia n. 200!
Ci tenevo e in un certo senso è stato un regalo per il mio compleanno del 31 dicembre scorso. Proprio in quel giorno è stata venduta la copia n. 200 su Amazon dei miei libri dedicati all'aeromodellismo. Per la precisione il 73% delle vendite è stato ottenuto da Voglia di volo; il 13% (all'estero) da Let my Fly (versione inglese di Voglia di volo) e il 14% da Fame d'aria. Grazie davvero di cuore a tutti i lettori, anche se non potrò mai dirglielo singolarmente....
Ricordo che tutti questi titoli sono disponibili sulla piattaforma Amazon. Per trovarli digitare sul motore interno di ricerca il titolo oppure semplicemente "Stefano Nicelli".
sabato 18 settembre 2021
«IO TI AVRÒ» - Ecco perché abbiamo tanti modelli in casa
Provate a chiedere a chiunque pratichi aeromodellismo (ma lo stesso credo che accada anche a chi è appassionato di barche o macchine radiocomandate) quanti modelli ha in casa. Quasi certamente ognuno dirà che ne ha più di uno, passando da un numero indefinito ma comunque compreso - diciamo - entro i dieci, fino ad arrivare ad oltre il centinaio. E quasi ognuno di loro dirà che il freno ai loro acquisti è dapprima dettato dallo spazio disponibile (“Non so più dove metterli!”), poi da eventuali ostacoli familiari (“Mia moglie mi caccerà di casa se compro un altro modello!”) e solo secondariamente da questioni economiche. Perché sì, i modelli costano: diciamo da circa 200 euro a qualche migliaio.
Una cosa interessante da sottolineare è poi il fatto che spesso non c’è
correlazione diretta tra disponibilità
finanziaria e impulso all’acquisto.
Certo, chi ha più soldi potrà spendere a cuore più leggero, ma anche chi non
naviga nell’oro certamente troverà il modo di riempire la casa di modelli,
seppur in misura ridotta. Magari comprando di seconda mano o a rate.
In conclusione: gli “anziani” dicono spesso che il modellismo è una malattia. Questa può
essere una “meravigliosa malattia” in quanto credo fermamente che offra stimoli e
imponga un’educazione di alto livello a chiunque lo pratichi con serietà e
costanza (ad esempio aiuta a superare i propri limiti, ci impone umiltà,
pazienza, socialità con gli altri soci del campo, stimola la manualità, ci fa
vivere ore all’aria aperta ecc.) ma dall’altro può scatenare sindromi talvolta
perverse che ci fanno accumulare senza goderne, favorendo un consumismo
istantaneo che - come detto - scatena il piacere solo all’atto dell’acquisto. D’altra
parte non dicono forse i saggi che il piacere sta proprio nel desiderio?
[1] Si chiamano così quei modelli che riproducono fedelmente aerei (o barche, macchine, elicotteri ecc.) realmente esistenti o esistiti
lunedì 21 giugno 2021
L'inchino del vento
Chi legge queste pagine, sa bene che - se voglio volare - io non amo il vento, in quanto rappresenta una ulteriore fonte di rischio a cui volentieri faccio a meno. Avendo un modello leggero, infatti, rischio di venire sollevato e sbatacchiato come la tenda di una finestra aperta. Tant’è. Quest’anno in particolare, però, pare che non ci sia giorno al campo senza la sua consueta dose di vento.
lunedì 22 marzo 2021
La passione... raddoppia!
pp. 102
Euro: 12,00
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martedì 23 febbraio 2021
Hanno sempre ragione loro
«Alla fine... hanno sempre ragione loro!». Ho sentito pronunciare questa frase nel bel mezzo di un pomeriggio tanto uggioso quanto ventoso, ma non da un adolescente irritato - come potrebbe sembrare di primo acchito - bensì da un anziano collega e amico di volo, che per giunta è stato anche mio “maestro”. E quel “loro” era riferito ai modelli.
Giornata strana quella. Ero arrivato al campo per scaricare due batterie che ormai da giorni erano cariche, e che non avevo potuto sfruttare per un micidiale susseguirsi di maltempo, impegni e altro. Così mi ero ripromesso di evitare un’altra messa in storage1 e di volare. Le previsioni meteo promettevano bene. Salvo poi capire che avevano preso uno svarione. Il cielo previsto come “parzialmente nuvoloso”, era di fatto una coperta livida di nubi. Il vento a 8 km/h sembrava avere un valore almeno del doppio. Così ho atteso per due ore, con un freddo pungente nonostante i 10° di temperatura, che tuttavia sembravano essere molti di meno rispetto ai 4° subiti solo due giorni prima. Ero quasi convinto di non volare, dato il vento teso e per di più posto in linea opposta alla normale traiettoria di decollo. Insomma, avrei dovuto decollare “al contrario” e comunque affrontare temibili folate per quel peso piuma del mio Darko.
Eppure
non so perché dico: «Dai, aspetto ancora 10 minuti». E così faccio. E...
miracolo. Il vento cala. Sono già le 16.00 circa. Al che, mando a quel paese i miei
timori e infilo i due voli previsti di Darko uno dietro l’altro, come se non ci
fosse un domani. Tutto bene. Perfetto. Bacio il mio modello sulla capottina e
sono felice come il giovane che ha strappato un sorriso alla più carina della
classe. Mi avvicino gongolante al tavolo, mentre il mio mentore apre il suo bestione
come un chirurgo capace. E sereno.
Un
breve esame e poi il responso: due guasti meccanici hanno determinato le condizioni per la caduta. E il commento: «Alla fine hanno ragione sempre loro».
Curioso.
Ho sempre pensato (e scritto e detto) che i modelli hanno un’anima. Ma nel
senso che hanno un cuore, lo stesso che per assurdo ti rincuora mentre volano
sereni e tu invece sei teso sulla radio perché è tanto che non voli, perché
quel giorno sei particolarmente stanco, o perché quella solita vocina maligna
ti dice che quel giorno sarebbe stato meglio restare a casa. Un cuore “positivo”,
dunque, propositivo. Invece quel “in fondo hanno sempre ragione loro” mi ha
aperto uno scenario diverso. Mi hanno cioè prospettato un cuore più “capriccioso”.
Ma cosa vuol dire, di fatto? Che se un modello cade, in un certo senso non è mai
colpa del modello: o hai sbagliato tu qualche manovra; oppure è subentrato un
evento esterno (es. interferenza radio); o ancora - come in questo caso - se
uno o due guasti meccanici incorrono in volo, non c’è Icaro che tenga: il
modello cade. O anche solo ti mette in difficoltà tali da provocare un possibile crash.
Ecco
allora che l’anima dei modelli si completa, a favore di un cuore a tutto tondo. Quasi più umano. Dolci, rassicuranti, gagliardi, ma anche spietati. È come se dicessero: «Caro
mio, se mi si rompe un pezzo non posso volare; o prevedi tali incidenti con un'assistenza che vada anche oltre il normale funzionamento, oppure non c’è verso.
Cado».
Per
farla breve, è inutile invocare la sfiga. Una ragione c’è sempre, e non dipende
mai dal cuore del modello. Semmai dai suoi arti, i suoi nervi, il suo sistema
propulsore. O da chi li governa aggrappato alla radio.
Facciamocene
una ragione. In fondo, aveva ragione un mio amico d’infanzia quando diceva: «Il
motore è il miglior amico dell’uomo. Ti dà tutto. Fino a quando qualcosa si
rompe e allora non ti dà più nulla».
1 - Procedura grazie alla quale una batteria viene portata (o riportata) a circa 1/3 di carica, preservandone così l'efficienza
lunedì 18 gennaio 2021
Un mondo sospeso
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O ggi avevo un appuntamento con la paura. Al campo volo. Uno di quegli appuntamenti che non cerchi di evitare, piuttosto vuoi affrontare il ...
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S angue freddo. È un'espressione spesso utilizzata per invitare ad affrontare con lucidità una situazione difficile, senza cedere al pan...







